5 elementi per rendere redditizia una piccola impresa

In Italia, le piccole e medie imprese costituiscono la spina dorsale dell’economia del nostro paese.

L’imprenditore che gestisce una piccola azienda deve sviluppare competenze in diversi ambiti, e questa sua capacità di coniugare diverse aree gli permette di far crescere il business della sua impresa. Alcune volte, se non si è perfetti in determinati ambiti, le aziende non riescono ad ottenere profitti. Quindi, è fondamentale che l’imprenditore curi ogni aspetto legato al proprio business per perseguire il suo obiettivo.

Vediamo alcuni degli elementi più importanti per gestire al meglio una piccola impresa:

 Le persone

Le aziende sono fatte di persone senza le quali difficilmente si potrebbe sviluppare un’impresa. Essere circondati da collaboratori affidabili e che credono in ciò che stai realizzando, è importante perché vuol dire che quelle persone amano il loro lavoro. Se i collaboratori sono felici, ci sarà una maggiore produttività e un’efficienza migliore. Consolidare il rapporto con altre aziende, come partner, fornitori e clienti, è un’altra grande prerogativa per la solidità dell’impresa.

La pianificazione

Redigere correttamente un Business Plan serve a porsi obiettivi raggiungibili. Il documento aiuta l’imprenditore a rispettare gli impegni presi per lo sviluppo dell’azienda. In generale, la pianificazione serve a fissare il traguardo che si intende raggiungere e a tracciare il percorso da intraprendere.

Prodotti e servizi

I prodotti e i servizi offerti dall’azienda devono essere posizionati dopo un’accurata analisi di mercato e dopo che l’imprenditore abbia compreso il reale livello qualitativo. L’obiettivo è identificare il vero valore del prodotto o servizio per pensare alla miglior strategia per promuoverlo. Al di là del budget che è stato destinato al marketing, all’interno del business plan, è importante ragionare fuori dagli schemi per riuscire a piazzare sul mercato i prodotti e i servizi offerti dall’azienda.

Profitto

Per rendere redditizia una piccola impresa è necessario avere sotto controllo la contabilità, avere una situazione dei debiti/crediti ed effettuare costantemente un controllo di gestione. Solo così, l’imprenditore può essere in grado di valutare gli investimenti, gli sviluppi e comprendere se dalla vendita dei prodotti o servizi ci sia una marginalità di guadagno.

La crescita personale

La piccola impresa è il riflesso dell’imprenditore. C’è una sorta di corrispondenza della piccola attività con il titolare. La crescita professionale dell’imprenditore è direttamente proporzionata allo sviluppo dell’azienda. Quindi, quanto più sarà l’investimento nel know how tanto più sarà lo sviluppo del business.

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Come gestire un team – 5 disfunzioni

Per gestire un team nel modo migliore è necessario eliminare 5 disfunzioni principali all’interno del gruppo di lavoro

Ci sono diverse teorie sulla gestione dei team. Non esiste la ricetta perfetta. Infatti, ogni gruppo di lavoro è costituito da almeno due o tre elementi. Ogni persona è dotata di sentimenti, emozioni, sogni ed aspettative. Il successo o il fallimento di un gruppo di lavoro dipende dalla capacità di lavorare in team, al di là della distanza, della specializzazione e delle competenze dei singoli membri.

Una delle teorie più accreditate è quella di Patrick Lencioni, The five Dysfunctions of a team (le cinque disfunzioni di un team). Nel saggio dell’autore americano, viene affrontato il tema delle motivazioni e delle aspettative che sono alla base del comportamento delle persone. Lencioni individua cinque principali disfunzioni che possono influenzare un team di lavoro. Per gestire nel modo migliore un team di lavoro, ed ottimizzare la sua produttività, è necessario risolvere ognuna di queste disfunzioni.

Vediamo quali sono le cinque disfunzioni di Patrick Lencioni e come interagiscono tra loro:

  • L’assenza di fiducia;
  • La paura del conflitto;
  • La carenza di impegno;
  • La disattenzione per i risultati.
Come gestire un team
Come gestire un team: le 5 disfunzioni di Patrick Lencioni

Come gestire un team?

L’assenza di fiducia

Per costruire un grattacielo è necessario creare delle ottime fondamenta. La stessa cosa vale per un team che, per lavorare bene, ha bisogno di basi solide. In questo caso la fiducia reciproca tra i membri rappresenta le fondamenta. Un gruppo di lavoro può essere costituito da un numero indefinito di membri, ognuno dei quali con un carattere, competenze e aspirazioni diverse. Non si può pretendere che tutti la pensino allo stesso modo o che siano d’accordo su tutte le questioni. Invece, è necessario che i membri del team condividano una serie di valori comuni, come chiedere aiuto, ammettere gli errori, accettare le critiche.


La paura del conflitto

Non è facile affrontare certe situazioni. Per esempio, se abbiamo qualcosa da perdere oppure se sappiamo di aver sbagliato. A volte siamo chiamati a prendere decisioni difficili e tendiamo ad evitare il conflitto. Tuttavia, il conflitto produttivo è utile e necessario. Meglio affrontare con determinazione ed in tempo i problemi, piuttosto che rimandarli e vivere un rapporto sotto l’ombra della paura, in un’armonia fittizia.


La carenza di impegno

Non vi è la certezza che tutti i membri del team vadano nella stessa direzione. Ci sono due cause principali della carenza di impegno: la ricerca, a tutti i costi, del consenso e la necessità della certezza di aver preso la decisione corretta. In realtà, difficilmente si otterrà il consenso unanime e prendere una decisione risulterà necessario per mostrare a tutti la via da percorrere. Inoltre, non si potrà mai avere la garanzia di aver preso la decisione giusta; piuttosto sarà necessario imparare dagli errori commessi.


La fuga dalla responsabilità

Secondo Lencioni il senso di responsabilità non è un fatto esclusivamente individuale: c’è il bisogno che ogni membro richiami l’altro ad assumersi le proprie responsabilità. In questo modo, anche chi svolge un ruolo meno importante sarà chiamato a responsabilizzarsi. I problemi possono sorgere dal momento in cui bisogna richiamare un proprio pari per il suo comportamento.


La disattenzione per i risultati

Infine, l’ultima disfunzione riguarda la disattenzione per i risultati, determinata da un disinteresse per l’esito delle proprie azioni e di quelle del team. Questa disfunzione è posizionata in cima alla piramide perché il raggiungimento di un risultato è il fine ultimo di un team.


Check list per gestire un team di lavoro

  • Fiducia reciproca tra i membri del team;
  • Ricerca del conflitto produttivo per affrontare e superare i problemi e giungere ad una soluzione;
  • Responsabilizzazione di ogni membro del team;
  • Ogni membro del gruppo di lavoro deve perseguire uno scopo comune.

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Quali sono le qualità di un leader di successo?

#1 Coraggio

La conoscenza di se stesso e della propria professione è fondamentale. A nessuno piace essere comandato da una persone che non ha coraggio e non è in grado di infondere sicurezza. Nessun leader sarà rispettato dai sui collaboratori se non dimostrerà di avere il coraggio di prendere decisioni.


#2 Autocontrollo

Chi non sa controllarsi non riuscirà mai a comandare gli altri. L’autocontrollo del leader è d’esempio per i sottoposti.


#3 Senso di giustizia

Un vero leader ha capacità di amministrare la giustizia all’interno del suo team.


#4 Decisioni chiare e precise

Un leader insicuro e indeciso non sarà seguito da nessuno.


#5 Organizzazione

Un capitano che non conosce la rotta verso cui andare, condurrà la sua nave verso la tempesta. Il leader deve programmare il lavoro per raggiungere con successo i suoi obiettivi.


#6 Spirito di sacrificio

Un vero leader sa che dovrà fare più di quanto può pretendere dai suoi collaboratori.


#7  Personalità attraente

Nessuna persona poco affascinante e con una personalità poco spiccata diventerà un condottiero.


#8 Comprensione

Un leader capisce le necessità e le esigenze dei suoi seguaci e le loro difficoltà personali. Sa conquistare la stima dei collaboratori.


#9 Padronanza dei dettagli

Il leader non trascura nessun dettaglio e sa affrontare ogni particolare della sua posizione.


#10 Responsabilità

Chi è a capo di un team si assume le responsabilità di ogni errore dei sui collaboratori. Se cerca di scaricarle non avrà più la stima dei suoi sottoposti e non potrà più comandarli.

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10 Consigli per un’impresa di successo

Spesso, presi dallo stress quotidiano del lavoro, siamo catturati e fatti ostaggio dall’idea di avviare una nostra attività.

Poi però mille interrogativi  ci ossessionano la mente e ci fanno tornare indietro sui nostri passi: Cosa faccio? Come posso realizzare la mia idea? Quale budget mi occorre?

Di seguito sono elencati 10 consigli principali per avviare un’impresa di successo.

#1 Cercate l’idea

Liberate la mente da pensieri inutili e dedicatevi ad attività piacevoli: al vostro orto, per esempio; oppure imbiancate la casa. L’idea può venirvi in qualunque momento, quando meno ve lo aspettate.


#2 Informatevi sulla concorrenza

Internet è pieno di informazioni, soprattutto sulle aziende. Date un’occhiata a bilanci e organigrammi, agli strumenti di marketing più utilizzati e alle relazioni che i concorrenti trattengono. Mettetevi nei panni dei clienti.


#3 Preparate un business plan

Deve infondere fiducia in voi stessi e a chiunque lo legga. Stabilite gli obiettivi da raggiungere, nel breve e nel lungo periodo, i costi da sostenere e il volume di affare che stimate di ottenere.


#4 Le tasse

Create un calendario delle tasse da pagare per tutto l’anno. Ci sono pagamenti trimestrali da fare. Meglio non ritardare il pagamento delle tasse o dei contributi che deducete dallo stipendio dei vostri dipendenti.


#5 Mettete in evidenza i benefici del prodotto

Date forza al vostro prodotto. Create un brand che lo identifichi. La scelta dei colori è importante per la creazione del logo. Registrate il marchio alla Camera di Commercio per proteggerlo.


#6 Affidatevi ai migliori consulenti in circolazione

Selezionate i consulenti che possano servire alla vostra causa e scegliete coloro che vi ispirano fiducia. Il commercialista, l’avvocato, il consulente del lavoro, il consulente marketing, etc. La schiera è lunga, scegliete chi ha una sensibilità maggiore ai vostri reali bisogni.


#7 Portatevi sempre i vostri biglietti da visita

Dare i vostri recapiti vi permetterà di coltivare una rete di contatti. Molti di questi non serviranno a nulla, ma alcuni si riveleranno importanti.


#8 Selezionate bene i collaboratori

Curate molto questo aspetto. Organizzate colloqui con l’assistenza di uno psicologo del lavoro e di un consulente esperto in risorse umane. Investite in questo senso per ritrovarvi delle persone di fiducia su cui poter contare.


#9 Investite in formazione, per migliorare il rendimento sul lavoro

Il tempo che i collaboratori utilizzano per la formazione e l’aggiornamento non è sprecato. Anzi, vi permetterà di avere una performance migliore.


#10 Ricominciate da capo

Se per qualche motivo avete venduto l’impresa, ricominciate da capo e mettete in pratica tutto ciò che avete imparato. Riuscirete meglio nel creare la vostra impresa di successo perché avete fatto tesoro dell’esperienza passata.

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Come essere felici a lavoro

La maggior parte delle nostre giornate le trascorriamo a lavoro. Lo facciamo, prima di tutto, perché è una necessità: il lavoro ci consente di procurarci quel che ci serve per assecondare i bisogni primari. In secondo luogo, lavorare fa parte, da sempre, della nostra vita. In ogni caso, lavorare non è un termine negativo, anzi, dovrebbe essere sempre un piacere per ogni essere umano. Purtroppo non capita a tutti di trovare il lavoro dei propri sogni. Quindi, come essere felici a lavoro?

Scopriamo alcuni segreti per esserlo ogni giorno.

#1 Alzati almeno un’ora prima al mattino

Prima che abbia inizio la giornata, dedica un po’ di tempo per fare colazione con calma, leggere qualcosa di interessante e, magari, fare un po’ di attività fisica. Iniziare la giornata facendo qualcosa di positivo ti farà sentire meglio e avrai le energie per affrontare una giornata frenetica.

Per fare ciò è fondamentale guadagnare questo tempo la sera. Evita di andare a letto tardi. Se torni da lavoro stanco, non sprecare il tuo tempo sul divano, rischiando di addormentarti tardi e di non avere le forze per alzarti al mattino.


#2 Vestiti nel modo giusto

Il modo in cui ci vestiamo, rispecchia la nostra personalità e lo stato d’animo. Se l’ambiente in cui lavori esige un abbigliamento formale, rispettalo, così trasmetterai soltanto positività ai tuoi colleghi e ciò ti farà sentire sicuramente meglio in generale iniziando la giornata con il piede giusto.


#3 I problemi personali lasciali a casa

È vero, se hai delle preoccupazioni, dei pensieri che assillano la tua mente e riguardano la tua vita privata, è difficile sentirsi felici a lavoro. Tuttavia, è fondamentale tenere fuori dall’ufficio queste difficoltà personali per essere felice a lavoro.

Facendo così, l’ufficio diventerà per te un luogo in cui rifugiarsi dalle preoccupazioni e dai problemi personali.


#4 Arriva in ufficio in anticipo

Nella vita privata e nel lavoro non è mai bello essere in ritardo. Che tu sia un collaboratore o un superiore, non sarai ben visto dai tuoi colleghi se ti presenti in ufficio sempre in ritardo. Arrivando in ufficio con almeno dieci minuti di anticipo inizierai la giornata non in maniera affrettata e con nervosismo e ti farà star bene a lavoro. Se arrivi tardi in ufficio, ti sembrerà di essere indietro per tutta la giornata. Invece, fai finta di dover fare tutto con un quarto d’ora di anticipo: svegliarsi, vestirsi, uscire di casa. Questa tecnica ti aiuterà ad essere sempre in anticipo.


#5 Saluta i colleghi quando arrivi in ufficio

Appena arrivi in ufficio, saluta tutti i colleghi che incontri. Ti aiuterà a creare una sorta di connessione con le persone che vedrai e con cui collaborerai per tutta la giornata. Se arrivi in anticipo avrai il tempo di scambiare due chiacchiere con loro. Se sei perennemente in ritardo, non avrai il tempo di salutare e potresti risultare asociale non avendo il tempo a disposizione per una chiacchierata.

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Come raggiungere i tuoi obiettivi con il metodo SMART

Dietro ogni nostra azione, nella vita privata e nel lavoro, si nasconde un obiettivo. Tutto ciò che facciamo è finalizzato al raggiungimento di un traguardo, che è il senso delle nostre azioni. Il metodo SMART ci suggerisce come misurare e valutare la fattibilità di un determinato obiettivo attraverso cinque criteri.

“Smart” è un termine inglese che è entrato nel nostro linguaggio comune e sta a significare “essere brillanti, svegli, intelligenti, in gamba”.

In questo caso vogliamo indicare l’acronimo inglese composto dalle iniziali di cinque metriche:

  • Specific
  • Measurable
  • Attainable
  • Relevant
  • Time-Based

Metodo Smart

S = Specific (Specifico)

Quando iniziamo a prefigurarci un obiettivo, difficilmente abbiamo le idee chiare su come raggiungerlo. Quindi, il passo successivo sarà quello di specificarlo per individuare la strada giusta da intraprendere.

Per esempio un obiettivo considerato generico potrebbe essere “trovare lavoro”.

Le ipotesi possono essere le più svariate:

  • Perché hai perso il precedente lavoro
  • Perchè hai appena ultimato gli studi
  • Perché vuoi cambiare lavoro

Questi sono solo alcuni dei motivi per cui potresti essere alla ricerca di un lavoro. “Trovare lavoro” non è abbastanza specifico: per questo motivo si sconsiglia di non inviare, per esempio, decine e decine di CV senza adottare una strategia.


M = Measurable (Misurabile)

Un obiettivo può essere scomposto in tanti piccoli obiettivi intermedi. Si usa dire “step by step”, per far intendere che passo dopo passo si può raggiungere la meta desiderata. Misurando gli step intermedi ci renderemo conto se ci stiamo muovendo nella direzione giusta e, soprattutto, se abbiamo centrato il nostro obiettivo finale.


A = Attainable (Raggiungibile)

Non tutti i nostri progetti possono essere realizzabili. Quindi, meglio impostare degli obiettivi realistici in relazione al tempo e alle risorse che si hanno a disposizione, in modo da poter riuscire a controllare le fasi di realizzazione.


R = Relevant (Rilevante)

Secondo il metodo Smart, il nostro obiettivo deve essere rilevante. Hai preso questa decisione perché è rilevante per il raggiungimento del tuo obiettivo? Vale la pensa impiegare delle risorse per svolgere questa attività? Quello che stai facendo è in linea con gli altri elementi che intervengono per raggiungere il tuo obiettivo finale? Questi interrogativi ti servono a capire se il tuo obiettivo è effettivamente rilevante.


T = Time-Based (Temporizzato)

Ogni obiettivo necessità di un periodo di tempo limitato. Un giorno, settimane, mesi o anni. Non importa quanto tempo., l’importante è che sia stabilita una data di fine per dedicare il giusto tempo per l’ottenimento del risultato desiderato. Tuttavia, avere una scadenza è un buon metodo per motivarsi.

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10 best practices per il Manager di successo

Hai una mentalità da manager? Scopri le best practices del manager di successo.

La vita del manager di azienda non è semplice. I manager svolgono un ruolo cruciale, con tante responsabilità sulle spalle. Devono creare le migliori condizioni affinchè il team possa svolgere le sue funzioni al massimo delle proprie potenzialità.

I manager devono intrattenere i rapporto sia all’interno e che all’esterno dell’azienda e, come dei camaleonti, devono adattarsi all’ambiente circostante per conquistare in fretta la fiducia dei colleghi nel proprio team e coltivare le relazioni esterne.

Quelli che ci riescono sanno cosa significa sacrificarsi per il bene del team e sono in grado di trasformare un problema in opportunità. Coloro sono i manager di successo che fanno carriera e conoscono il sapore della soddisfazione.


Ecco le 10 best practices del manager di successo:

#1 Guarda oltre i confini

Un buon manager deve pensare fuori dal comune; deve pensare al di là di cosa accadrà nello scenario ideale e deve pianificare anche gli imprevisti. Il lavoro, come la vita, è sempre minacciata dagli imprevisti. Solo così i momenti difficili potranno essere trasformati in opportunità.


#2 Fai tante domande

Porsi gli interrogativi può risultare un ottimo modo per affrontare una situazione e analizzarla da diversi punti di vista per scoprire possibili alternative.


#3 Focalizzati sulle priorità

Non perdere d’occhio gli obiettivi e le scadenze. L’organizzazione del team è fondamentale per definire le priorità ed ottenere la massima performance.


#4 Fidati di te stesso

Se senti che un progetto non sia più vincente per qualche ragione, bloccalo prima che sia troppo tardi per reagire. Se dovesse capitare, riunisci il team e sulla base del riscontro prendi una decisione.


#5 Sii paziente

Un famoso motto recita: “la calma è la virtù dei forti!”. Una qualità innata che può essere soltanto affinata.


#6 Crea intesa nel team

Per essere un leader bisogna conquistare la fiducia del proprio team. Per conquistare la fiducia del team bisogna ascoltare. Il manager di successo ascolta, prende nota, porta a termine le cose, si prende la responsabilità di rispondere celermente perché il suo fine è quello di ottenere la maggior efficacia dal suo team.


#7 utilizza un approccio diplomatico

Un buon manager sa fingere perché è sempre consapevole di fare la cosa giusta. Questa abilità gli permette di avere e sfruttare nuove opportunità.


#8 Sii credibile

I migliori manager mantengono sempre la parola data ed hanno la fama di ottenere risultati concreti. I risultati delle loro performance sono lo sponsor che gli permette di avere una carriera di successo. Non hanno paura di mettersi in gioco e sono impegnati finchè non l’hanno vinta.


#9 I problemi sono opportunità

Sono maestri nell’individuare e risolvere i problemi offrendo soluzioni immediate. Sanno affrontare e scomporre un problema per trasformarlo in un’opportunità di business.


#10 Sii un buon comunicatore

Per essere un manager efficace bisogna essere un bravo comunicatore. È necessario che il manager sappia relazionarsi a tutti i livelli dell’azienda; solo in questo modo potrà essere in grado di conquistare la fiducia del proprio team e cercare di ottenere da esso la massima efficienza.

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Come definire le priorità a lavoro

Definire le priorità a lavoro non è cosa semplice. La maggior parte di noi da valore alle cose urgenti anche se non sono importanti

A chiunque è capitato, almeno una volta, di sbrigare urgentemente delle faccende che non avevano alcuna importanza. Spesso, il tempo che abbiamo a disposizione è controllato da cose che non sono urgenti e corriamo il rischio di trascurare quelle che in realtà sono più importanti e che hanno un’alta priorità. Tutto questo accade nella nostra vita e può riguardare sia la sfera privata che quella lavorativa.

Per risolvere questo problema organizzativo, possiamo utilizzare uno strumento per la pianificazione e il controllo del nostro tempo: la matrice di Eisenhower.

La matrice di Eisenhower, o matrice importanza – urgenza, può essere utilizzata come supporto alle decisioni.

Osservando la matrice, possiamo identificare quattro situazioni che possiamo incontrare durante la nostra giornata:

  • Importante ed urgente: Emergenza
  • Importante e non urgente: Miglioramento
  • Non importante ed urgente: Delega
  • Non importante e non urgente: Spreco
matrice di Eisenhower goodware
Come definire le priorità a lavoro

Se analizziamo i singoli quadranti appena citati, possiamo dire che:

Q1 Emergenza In questo caso non hai alternative: devi soltanto agire e in fretta. Per esempio, i progetti che hai in scadenza, questioni urgenti o emergenze da risolvere. Queste attività vanno portate a termine nel minor tempo possibile. Se la tua giornata è concentrata nel quadrante Q1 vuol dire che sono le urgenze a gestire il tuo tempo e la tua giornata.

Q2 Miglioramento  Queste attività non hanno la caratteristica dell’urgenza. Sono importanti, ma hai la possibilità di pianificarle e di decidere quanto tempo puoi dedicarci. Per esempio, i progetti che vanno portati a termine nel medio e lungo termine. Maggiore è il tempo che occupi in questo quadrante, migliore sarà la qualità della tua vita e del tuo lavoro.

Q3 Delega  In questo quadrante puoi delegare ad altri delle attività o posticipare il loro completamento a quando avrai più tempo. Esempi: lettura delle e-mail o fare telefonate non importanti, assecondare delle richieste altrui. Se ti trovi spesso in questa condizione, vuol dire che queste attività non ti consentono di occuparti di cose importanti ma di cose che sono urgenti per gli altri. Quindi dedichi poco tempo a te stesso e alle attività che ti riguardano.

Q4 Spreco  In tal caso le attività non hanno né importanza e né urgenza, quindi meglio non perder tempo dietro a queste faccende. Si tratta di attività che non ti interessano, riunioni in cui gli argomenti trattati non ti riguardano. Se dedichi molto tempo in questo quadrante significa che stai sprecando il tuo tempo.

Definire le priorità a lavoro non è semplice: la maggior parte delle persone da una priorità maggiore alle cose urgenti anche se non sono importanti. Oppure da troppo valore alle cose non importanti e non urgenti perché queste cose sono facili da fare, finendo per sprecare il tempo in attività che potevano essere rimandate o evitate.

Scarica la matrice per definire le tue priorità a lavoro

SCARICA

La matrice di Eisenhower è un buon metodo che può supportarci nella pianificazione del tempo. Per utilizzarla nel modo migliore, occorre:

  1. Creare un elenco delle cose da fare
  2. Ordinare le cose per importanza, senza pensare al tempo
  3. Definire l’urgenza assegnando il tempo
  4. Agire

Il nostro obiettivo è ritrovarci nel Q2 per la maggior parte del nostro tempo. Se riusciamo a farlo, possiamo dire di aver risolto il nostro problema di spreco del tempo, di delega e di emergenza delle nostre attività.

Auspicando di migliorare la nostra gestione del tempo affinchè possiamo definire le priorità a lavoro nel modo giusto, teniamo sempre a mente una citazione di Eisenhower:

“La cosa importante è raramente urgente e ciò che è urgente è raramente importante”.

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