Come scegliere le immagini del sito web

La scelta delle immagini da inserire nel sito web è molto importante e deve essere effettuata con cura

Oggi, questa pratica non è più sottovalutata. Un tempo i siti web erano costruiti dando la priorità esclusivamente al testo e, solo alla fine, si lasciava spazio alla solita galleria in cui venivano caricate immagini fotografiche che avevano una minima pertinenza con l’argomento della pagina web senza dar conto alla qualità ed al formato. Per non parlare dell’usabilità: la galleria poteva presentare una piccola anteprima che non incentivava l’utente ad ingrandire l’immagine ed a sfogliare tutte le immagini.

Oggi, invece, viene data importanza alle immagini e alla cura del materiale fotografico per il sito web. Certo, a volte le immagini sono considerate ancora un elemento secondario rispetto ad altri, ma, in realtà, sono fondamentali per la costruzione di un sito web. Si pensi ad un e-commerce in cui la scelta delle immagini dei prodotti non può passare in secondo piano. Le immagini possono dire molto sulle caratteristiche ed i vantaggi di un sito web rispetto agli altri. Se si vuole ben figurare sul web, conviene spendere un po’ di tempo in più, e magari anche qualche soldo, per realizzare dell’ottimo materiale fotografico che servirà per presentarsi nel modo migliore agli utenti del web. Tutto ciò è molto importante ai fini della nostra reputazione. Le immagini non dobbiamo considerarle come dei semplici file che abbiamo sul nostro computer, ma dei pilastri su cui costruire la nostra identità su internet.


Lo slider – Come scegliere le immagini del sito web

Il design di molti siti web è caratterizzato da uno slider nella parte superiore e centrale della pagina. Nella maggior parte dei casi questo spazio è occupato da immagini che rappresentano i contenuti principali del sito per far capire al visitatore che si trova nel posto giusto. Lo slider produce un ottimo effetto visivo ed è diventato uno standard comunicativo utilizzato da molti siti internet. È evidente che è necessario scegliere le immagini con cura.

Le immagini presenti nel sito web sono fondamentali per la realizzazione del progetto.

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Come gestire un team – 5 disfunzioni

Per gestire un team nel modo migliore è necessario eliminare 5 disfunzioni principali all’interno del gruppo di lavoro

Ci sono diverse teorie sulla gestione dei team. Non esiste la ricetta perfetta. Infatti, ogni gruppo di lavoro è costituito da almeno due o tre elementi. Ogni persona è dotata di sentimenti, emozioni, sogni ed aspettative. Il successo o il fallimento di un gruppo di lavoro dipende dalla capacità di lavorare in team, al di là della distanza, della specializzazione e delle competenze dei singoli membri.

Una delle teorie più accreditate è quella di Patrick Lencioni, The five Dysfunctions of a team (le cinque disfunzioni di un team). Nel saggio dell’autore americano, viene affrontato il tema delle motivazioni e delle aspettative che sono alla base del comportamento delle persone. Lencioni individua cinque principali disfunzioni che possono influenzare un team di lavoro. Per gestire nel modo migliore un team di lavoro, ed ottimizzare la sua produttività, è necessario risolvere ognuna di queste disfunzioni.

Vediamo quali sono le cinque disfunzioni di Patrick Lencioni e come interagiscono tra loro:

  • L’assenza di fiducia;
  • La paura del conflitto;
  • La carenza di impegno;
  • La disattenzione per i risultati.
Come gestire un team
Come gestire un team: le 5 disfunzioni di Patrick Lencioni

Come gestire un team?

L’assenza di fiducia

Per costruire un grattacielo è necessario creare delle ottime fondamenta. La stessa cosa vale per un team che, per lavorare bene, ha bisogno di basi solide. In questo caso la fiducia reciproca tra i membri rappresenta le fondamenta. Un gruppo di lavoro può essere costituito da un numero indefinito di membri, ognuno dei quali con un carattere, competenze e aspirazioni diverse. Non si può pretendere che tutti la pensino allo stesso modo o che siano d’accordo su tutte le questioni. Invece, è necessario che i membri del team condividano una serie di valori comuni, come chiedere aiuto, ammettere gli errori, accettare le critiche.


La paura del conflitto

Non è facile affrontare certe situazioni. Per esempio, se abbiamo qualcosa da perdere oppure se sappiamo di aver sbagliato. A volte siamo chiamati a prendere decisioni difficili e tendiamo ad evitare il conflitto. Tuttavia, il conflitto produttivo è utile e necessario. Meglio affrontare con determinazione ed in tempo i problemi, piuttosto che rimandarli e vivere un rapporto sotto l’ombra della paura, in un’armonia fittizia.


La carenza di impegno

Non vi è la certezza che tutti i membri del team vadano nella stessa direzione. Ci sono due cause principali della carenza di impegno: la ricerca, a tutti i costi, del consenso e la necessità della certezza di aver preso la decisione corretta. In realtà, difficilmente si otterrà il consenso unanime e prendere una decisione risulterà necessario per mostrare a tutti la via da percorrere. Inoltre, non si potrà mai avere la garanzia di aver preso la decisione giusta; piuttosto sarà necessario imparare dagli errori commessi.


La fuga dalla responsabilità

Secondo Lencioni il senso di responsabilità non è un fatto esclusivamente individuale: c’è il bisogno che ogni membro richiami l’altro ad assumersi le proprie responsabilità. In questo modo, anche chi svolge un ruolo meno importante sarà chiamato a responsabilizzarsi. I problemi possono sorgere dal momento in cui bisogna richiamare un proprio pari per il suo comportamento.


La disattenzione per i risultati

Infine, l’ultima disfunzione riguarda la disattenzione per i risultati, determinata da un disinteresse per l’esito delle proprie azioni e di quelle del team. Questa disfunzione è posizionata in cima alla piramide perché il raggiungimento di un risultato è il fine ultimo di un team.


Check list per gestire un team di lavoro

  • Fiducia reciproca tra i membri del team;
  • Ricerca del conflitto produttivo per affrontare e superare i problemi e giungere ad una soluzione;
  • Responsabilizzazione di ogni membro del team;
  • Ogni membro del gruppo di lavoro deve perseguire uno scopo comune.

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10 suggerimenti per perseguire gli obiettivi

Non è facile perseguire i propri obiettivi. Soprattutto quando in cantiere abbiamo diversi progetti che devono assolutamente essere portati a termine.

Ciò che non deve mancare è la motivazione. L’unica in grado di darci l’energia giusta per affrontare con lucidità i problemi e trasformare le difficoltà in opportunità.

Ecco, allora, 10 suggerimenti per perseguire gli obiettivi.

#1 Individua un unico obiettivo

Molte volte siamo colpiti dallo sconforto quando dobbiamo portare a termine diversi progetti, perché il nostro cervello è  impegnato contemporaneamente su più fronti. Quindi, avvertiamo un calo motivazionale perché non riusciamo a concentrare nello stesso tempo tutte le nostre energie su più obiettivi. Allora, perché non impegnarsi su un unico obiettivo? Soltanto dopo averlo portato a termine ci concentreremo su quello successivo.


#2 Verifica che la strada verso il successo sia quella giusta

Prima di partire per un viaggio, è buona abitudine studiare la strada da percorrere per arrivare alla meta. Si cerca sempre di fare il percorso più agevole che ci permetta di giungere a destinazione nel minor tempo possibile. Mentre viaggiamo verso la nostra meta, non dobbiamo rischiare di sbagliare strada altrimenti sprecheremmo tempo ed energie. Succede la stessa cosa quando dobbiamo raggiungere un obiettivo. È necessario pianificare a priori la nostra strategia cercando di rispettare al massimo le scadenze e di verificare costantemente se stiamo andando nella direzione giusta. Solo in questo modo perseguiremo il nostro obiettivo con successo.


#3 Condividi le tue aspirazioni

Condividere le proprie idee, i progetti e i sogni con le persone che ci sono più vicine (la famiglia, gli amici, etc.) ci da la carica e aumenta la nostra motivazione a continuare sulla strada che abbiamo intrapreso. Dalla condivisione possono venir fuori consigli e nuove idee che possono darci la spinta giusta a proseguire e a focalizzarci di più sul nostro scopo.


#4 Cerca sempre nuove motivazioni

Un’auto ha bisogno sempre di carburante per proseguire il proprio cammino. Così, anche noi abbiamo la necessità di fare rifornimento di motivazioni e nuovi stimoli per continuare il nostro viaggio verso il successo. Quindi, possiamo leggere libri, documenti reperiti su internet e consultare le esperienze di persone che ce l’hanno già fatta. In questo modo potremmo dare nuova linfa alla nostra voglia di raggiungere l’obiettivo.


#5 Trascrivi i tuoi obiettivi

“Scripta manent”. La nostra mente è spesso attaccata da pensieri negativi che oscurano quelli positivi. Gli step da compiere e gli obiettivi intermedi da raggiungere possono essere dimenticati se non trascritti su pizzini e post-it, o se si preferisce, una nota sul proprio smartphone. Quindi, perché non creare un reminder dei nostri obiettivi da tenere sempre a portata di mano?


#6 Chiedi aiuto

In generale, nella vita non possiamo fare a meno degli altri. Non possiamo vivere con la convinzione di poter fare tutto da soli e di non aver bisogno di nessuno. Anzi, la maggior parte delle volte, la nostra crescita è strettamente correlata alla condivisione di qualcosa con qualcun altro. Avere qualcuno al nostro fianco significa confronto, discussione, essere complementari in termini di conoscenza e competenza.


#7 Bisogna essere consapevoli degli alti e bassi

È fondamentale avere la consapevolezza che durante la realizzazione di un progetto non possiamo pretendere di dare sempre il 100% delle nostre energie. È assolutamente normale avere una perdita di motivazioni. Le motivazioni se ne vanno, ma prima o poi tornano se abbiamo la consapevolezza che esistono sia gli alti che i bassi.


#8 + Opportunità e – difficoltà

Un problema diffuso è l’dea di pensare più a quanto sia difficile raggiungere un obiettivo che alle opportunità ed ai vantaggi che ne potremmo trarre una volta realizzato il nostro progetto. Spesso ci concentriamo maggiormente sui problemi che sui benefici che otterremmo. Se concentriamo la nostra mente sulle opportunità saremmo più motivati e sarà più facile lavorare per perseguire il nostro obiettivo.


#9 Non smettere mai di studiare

La formazione è qualcosa che deve accompagnarci sempre. Oggi, grazie ad internet, studiare è molto più semplice ed economico. Infatti, online si possono reperire molti libri, articoli e file che possono accrescere la nostra conoscenza ed aiutarci a realizzare il nostro progetto.


#10 Vivi il successo

Un modo per sconfiggere le paure e lo sconforto è quello di immaginare di avere successo. Immaginando di aver realizzato il progetto potrà regalarci l’esperienza di beneficiare dei frutti del lavoro. Questo viaggio immaginario ci servirà nei momenti difficili in cui abbiamo il bisogno di trovare nuove motivazioni.

10 suggerimenti per perseguire gli obiettivi

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Come gestire lo stress da lavoro

Lo stress da lavoro può avere conseguenze negative su di noi e sui nostri colleghi. Può causare effetti negativi sulla produttività e sul morale dei collaboratori. Scopriamo come gestire lo stress da lavoro per aiutare i membri del team di lavoro ad affrontare nel modo migliore le giornate di lavoro.

Consapevolezza

Conoscere gli impegni lavorativi dei colleghi aiuta a gestire lo stress da lavoro. Sapere quali membri del team lavorano di più e chi invece ha maggiori responsabilità vi è utile per organizzare il proprio lavoro tenendo lontano lo stress. Permettere hai colleghi un breve time-out, tra un’attività e l’altra od una riunione e l’altra, diminuirà notevolmente i livelli di stress da lavoro. Nel team ci sarà maggiore tranquillità e tutti i membri saranno pronti a svolgere nuovi compiti e ad assumersi nuove responsabilità.


Benefici ai collaboratori

Rendere flessibile l’orario di lavoro può essere un beneficio per i membri che lavorano al massimo della produttività e che provengono da lontano, se l’entrata è fissata al mattino presto. Se volete ridurre lo stress dei vostri colleghi questa pratica potrebbe essere d’aiuto, introducendo dei benefici ai collaboratori.


Movimento

Non permettete ai vostri colleghi di trascorrere tutto il tempo seduti. Incoraggiateli a rilassarsi durante la pausa pranzo e a non trascorrerla seduti. Una bella passeggiata potrebbe essere una soluzione per favorire la concentrazione sul lavoro e tener lontano lo stress.


Pause regolari

Le pause da lavoro sono fondamentali per lavorare bene e con serenità. In questo modo è più facile gestire lo stress da lavoro ed aumentare la produttività. Ritagliarsi piccole pause tra un’attività e l’altra per scambiare qualche chiacchiera con i colleghi, per bere un caffè o per riposare gli occhi e trovare la concentrazione giusta, aiuta a tenere a bada lo stress ed a vivere meglio l’ambiente di lavoro.

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Come scegliere i colori per il tuo brand

Non solo il pittogramma o la figura rappresentata. Soprattutto i colori ci permettono di riconoscere un brand

I colori, infatti, possono dirci moltissimo sulla natura e la storia del brand. Possono suscitare emozioni e ricordi, e la scelta di un colore, piuttosto che di un altro, può rivelarsi una decisione strategica. I colori influenzano notevolmente il ricordo di un marchio ed influenzano l’idea che ce ne facciamo, attraverso messaggi che ci vengono comunicati rapidamente, creando una prima impressione nella mente del consumatore.

I colori di un brand svolgono alcune funzioni fondamentali, come comunicare l’identità aziendale, distinguere il marchio dagli altri e renderlo riconoscibile al pubblico, aiutare ad associare quel brand a determinati oggetti o servizi, trasmettere emozioni al consumatore ed esprimere la personalità del brand.

La scelta dei colori per il proprio brand non è facile. Ci sono una serie di elementi che possono influenzare questa decisione che, come abbiamo appena detto, possono avere una finalità strategica.

Per scegliere i colori per il tuo brand, bisogna considerare:

  • Il pubblico a cui ci rivolgiamo: quindi alla cultura e alle tradizioni del nostro target di riferimento.
  • L’adeguatezza dei colori con l’identità del brand e i prodotti e / o servizi che rappresenta.
  • La psicologia dei colori

La psicologia dei colori

Ogni colore comunica un messaggio ed esprime sensazioni ed emozioni. Vediamo insieme il significato che trasmettono i principali colori:

#1 Rosso

È il colore della passione e dell’amore, ma anche del sangue e della passione violenta. Rappresenta il fuoco, la gioia, l’eccitazione, il calore. È un colore aggressivo e può significare anche il pericolo e la violenza.


#2 Giallo

Il giallo è il colore che ci ricorda il sole, quindi simboleggia la felicità e l’oro. Esprime una sensazione di espansione essendo ricerca del cambiamento e di liberazione. Tuttavia, al contrario può rappresentare anche la leggerezza, il tradimento, l’azzardo e la malattia.


#3 Arancione

L’arancione è il colore dell’ospitalità ed è molto utilizzato per i siti web anche per il riferimento all’attenzione e all’economia. Per questo motivo è spesso utilizzato per rappresentare i prezzi dei prodotti.


#4 Verde

La natura e il mondo vegetale sono rappresentate dal verde. Indica immaturità, infatti molti frutti della terra sono verdi prima di diventare maturi e di assumere il loro colore naturale. Il verde è un colore rilassante che invita alla calma e alla riflessione. Simboleggia la vita, la natura, le fonti rinnovabili, ma può rappresentare anche elementi negativi come l’acido e il veleno.


#5 Blu

Il blu simboleggia la calma, l’affidabilità, il cielo, l’acqua, la fiducia. Accezioni negative sono la tristezza e la depressione.


#6 Viola

Intelligenza, spiritualità, energia, ma anche crudeltà ed arroganza. È il colore della penitenza.


#7 Rosa

Il rosa rappresenta la femminilità, la gioia e la gioventù. Produce un effetto di rilassamento nel sistema nervoso.


#8 Bianco

È il colore della purezza. Rappresenta l’innocenza, la castità, la semplicità, la santità e la pace. Ma anche freddezza e sterilità.


#9 Marrone

Rappresenta la terra ed il caldo e simboleggia la neutralità.


#10 Nero

È l’oscurità, il male ed esprime sentimenti negativi. Tuttavia rappresenta anche l’eleganza, il lusso, il mistero e la notte. Nella moda è molto apprezzato per la caratteristica di far sembrare le persone più magre.


Come scegliere i colori del tuo brand

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Perché è importante scrivere a mano?

Studi di psicologia dimostrano che, scrivere a mano, favorisce il nostro apprendimento

Ormai tablet e computer hanno sostituito carta e penna in molte nostre abitudini. Qualche tempo fa, era normale prendere appunti, o segnare un impegno in agenda, esclusivamente su carta. Oggi, molti utilizzano sempre di più applicazioni su smartphone, tablet e pc al posto di una bella e semplice agenda.

Alcuni recenti studi di psicologia dimostrano che impegnando le nostre attività motorie (trascrivendo con penna ciò che vogliamo comunicare) si facilitano i nostri percorsi d’apprendimento. Inoltre, il cervello risponde in modo migliore se, per scrivere, si utilizza la penna invece della tastiera.

Per questo motivo potrebbe essere più vantaggioso utilizzare un’agenda cartacea invece di un’app sullo smartphone per ricordare i nostri appuntamenti.


Allora, perché non scrivere a mano?

Di seguito alcune ragioni che giustificano tale pratica:

È personale ed è privata

Appuntando e scrivendo a mano i nostri pensieri e gli impegni, ci permette di creare un metodo personalizzato che ci consentirà di avere sempre sotto controllo tutto ciò che dobbiamo fare, nella sfera privata e a lavoro.

Inoltre, la nostra agenda è privata: tutto il suo contenuto riguarda informazioni personali che non devono essere condivise con altri. L’agenda digitale, invece, può essere condivisa anche con altre persone.


Niente spazio per gli errori

A volte, la tecnologia può fare brutti scherzi. È capitato a tutti di inviare o condividere qualcosa alla persona sbagliata. Quindi, se utilizzi un’agenda cartacea, non avrai mai questo tipo di problema. Carta e penna sono certamente più affidabili di un’app mobile. Scrivere a mano è molto più sicuro.


Trovare nuove idee

Le migliori idee, da cui scaturisce un progetto vincente, spesso, vengono quando meno ce l’aspettiamo. In quel preciso istante, tanto per essere romantici, meglio annotarsi le idee su un taccuino dove la penna ci permette di scarabocchiare la carta, fare un disegno ed esprimere al meglio ciò che avevamo in mente. Allora quel ricordo sarà più nitido quando riordineremo gli appunti. La penna, o una matita, ci permette di esprimere meglio la nostra creatività.


Un piacere visivo e non solo…

La carta stimola i nostri sensi: la vista e non solo. Soprattutto il tatto che gode quando c’è da iniziare un nuovo quaderno con le sue pagine vuote.

In fine dei conti, che sia un’agenda cartacea o digitale, ognuno può scegliere quello che preferisce secondo le proprie esigenze. Il progresso ci invita a guardare avanti, alla tecnologia. Ma, tuttavia, la sensazione nostalgica, che ci trasmettono un pezzo di carta, anche stropicciato, ed una penna, ci avvolge piacevolmente anche in questo momento, tra una battuta e l’altra.

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Liste Marketing per trovare nuovi clienti

Ogni azienda, che decide di andare sul mercato mettendosi in contatto direttamente con i suoi potenziali clienti, ha l’esigenza di procurarsi una lista marketing

Qualunque sia il suo obiettivo, fissare un appuntamento per i suoi agenti, effettuare una vendita al telefono, inviare un’email promozionale o un codice coupon (chi più ne ha, più ne metta), l’azienda può avvalersi di una lista marketing per avere a disposizione una serie di informazioni sui potenziali clienti.

Se si hanno le idee chiare sulla tipologia di pubblico che si vuole raggiungere, vi è l’opportunità di determinare il target di riferimento (ad esempio: il sesso, l’età e la zona geografica delle persone che vogliamo contattare) per richiedere liste marketing profilate.


Perché liste marketing “profilate?

Conoscendo il profilo del potenziale cliente (per esempio, il sesso, l’età, la zona geografica, parlando di consumer) possiamo produrre dal database di contatti una lista marketing di soggetti in target. Una lista di contatti ottenuta seguendo questi criteri ci permette di raggiungere un pubblico di utenti potenzialmente interessato ai prodotti o servizi che stiamo promuovendo. In più, il call center eviterà di effettuare un numero consistente di telefonate “inutili” perché destinate ad utenti non in target.

Le liste marketing profilate sono, di norma, più costose perché permettono di ricevere una serie di contatti di persone che sono potenzialmente interessate a ciò che vogliamo proporre.


Direct Marketing

Senza liste marketing profilate non possiamo parlare di direct marketing. Infatti, quest’ultima è un’attività che può essere svolta con diversi tipi di strumenti di marketing e che si fonda su una preventiva segmentazione al fine di ottenere una lista di contatti in linea con il target stabilito in fase di definizione della strategia.

Per esempio, se immaginiamo di essere un’agenzia di telefonia, che si rivolge esclusivamente alle imprese, con una rete di agenti che opera nella provincia di Napoli, ci sarebbe utile avere tutti i numeri di telefono delle aziende di Napoli e provincia.

Quindi, per realizzare una campagna di telemarketing, o di teleselling, è necessario procurarsi una lista marketing per raggiungere i potenziali clienti.

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Strategia di Web Marketing: il funnel di conversione

Chiunque voglia dedicarsi al mondo del marketing deve necessariamente conoscere un elemento essenziale per mettere su una strategia di web marketing: il funnel di conversione

Il funnel di conversione è un modello che serve per monitorare come un lead entra in contatto con l’azienda e si trasforma, prima, in un prospect, ed infine in un cliente. È uno strumento utile per dividere in diverse fasi il processo di acquisizione di un cliente, e permette di ottimizzare tale processo.

La strategia di web marketing è il campo di applicazione migliore in cui mettere in pratica il funnel di conversione.

Se hai un e-commerce, o hai realizzato una landing page per la lead generation, il funnel può esserti molto utile per misurare le visite degli utenti e le conversioni. Vediamo adesso come realizzare un funnel di conversione in una strategia di web marketing.


#1 Generare traffico TOFU (Top of the Funnel)

Non possiamo avere delle conversioni se prima non ci sono utenti che visitano la nostra pagina web. Quindi, dobbiamo generare traffico; meglio ancora se parliamo di utenti in target.

Allora, per prima cosa dobbiamo mettere su una strategia di web marketing per generare traffico sul sito web. Ogni attività, che ha come obiettivo quello di creare un flusso di utenti profilati verso il sito, va bene: una campagna su Google Adwords, una strategia SEO, una campagna sponsorizzata su Facebook, etc.


#2 Trasformare gli utenti in prospect qualificati MOFU (Middle of the Funnel)

Per adesso va tutto bene, perché la strategia per attirare gli utenti ha funzionato. Gli annunci hanno prodotto i loro frutti perché molti visitato sono atterrati sul tuo sito web.

Il prossimo passo da compiere è quello di incentivare gli utenti a restare sulla tua pagina. È, quindi, necessario trasformarli in prospect. Come? Invitandolo a mettere un mi piace alla pagina Facebook, a fornire il consenso a ricevere delle informazioni su un prodotto o servizio, etc. Il prospect è, infatti, un utente interessato all’acquisto e ha risposto ad un’azione di marketing.


#3 Conversione BOFU(Bottom of the Funnel)

Questa è l’ultimo passo che coincide con la parte più stretta dell’imbuto, da cui dovrebbero uscire gli acquirenti. Questa è la fase di finalizzazione di tutta la strategia di web marketing. Questo è il momento in cui non bisogna sbagliare. La conversione è la fase finale in cui il prospect, prima visitatore, si trasforma in un cliente.


#4 Fidelizzazione

In realtà, dopo l’acquisizione di un cliente, vi è un altro step importante: la fidelizzazione. Un cliente acquisito oggi, puoi perderlo tranquillamente domani se non è rimasto soddisfatto dell’acquisto, se nel tuo settore c’è un’alta concorrenza, etc.

Cosa fare per fidelizzare un cliente in modo tale che non ti tradisca mai per un altro fornitore?

Innanzitutto, può essere necessario realizzare un buon servizio di customer care per l’assistenza ai clienti. Inoltre, si possono creare coupon, sconto riservati esclusivamente ai clienti. Oppure, offrire servizi post vendita impeccabili.


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Come farsi trovare su Google – Strategia Local SEO

Hai un’attività locale e possiedi una piccola – media impresa? Ciò di cui hai bisogno è di una strategia SEO Local per farsi trovare su Google

Quando si parla di SEO, si fa riferimento ad una serie di tecniche finalizzate a posizionare il sito web più in alto possibile nella serp di un motore di ricerca. Per farsi trovare su Google è necessario mettere in campo le modalità di indicizzazione e ottimizzazione che ogni anno si evolvono, a causa degli aggiornamenti effettuati da Google, e permettono agli utenti di trovare la tua attività.

La SEO è un’attività complessa che richiede molta pazienza. Non è una scienza esatta, ma, se si individua la ricetta giusta per la propria strategia, può offrire molte opportunità. Per una buona riuscita della strategia SEO, è necessario analizzare l’architettura del sito web, la sua performance in termini di navigazione e di caricamento, ottimizzare i testi e il codice HTLM. Se si seguono queste buone pratiche, il risultato sarà certamente positivo. Infatti, se si cade nell’errore di seguire certe pratiche, ritenute scorrette dal motore di ricerca, si corre il rischio di essere penalizzati e finire nella black hat di Google.

I contenuti occupano una fetta molto importante nell’attività della SEO. Per farsi trovare su Google, i contenuti testuali non possono essere trascurati. “Contenti s the king” (espressione utilizzata nel mondo SEO per evidenziare quanto sono determinanti, in una strategia SEO, i contenuti testuali di qualità).

Quindi, quali sono le best practices da seguire per una strategia Local SEO?

  • Analizzare e ottimizzare l’architettura del sito web
  • Rendere il sito visualizzabile da ogni dispositivo: sia da pc che da smartphone e tablet
  • Ottimizzare la velocità di caricamento delle pagine web
  • Analisi di mercato
  • Studio delle keywords
  • Ottimizzare del codice HTML (tag title, meta description, tag h1,h2, etc.)
  • Scrivere contenuti di qualità
  • Ottimizzare le immagini e i video

Per scoprire altre buone pratiche da seguire per indicizzare il proprio sito web, e farsi trovare su Google, si consiglia la lettura dell’articolo:

Come fare un’analisi SEO di un sito web

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Liste Marketing per call center: Quali scegliere?

Come acquistare liste marketing affidabili per il call center

L’incubo che assale molti imprenditori, che hanno un’azienda di telemarketing e teleselling, è quello di sapere se le liste marketing che hanno appena acquistato è stato un giusto investimento o uno spreco di denaro.

Le liste marketing sono il pane quotidiano dei call center: senza di esse questa attività non esisterebbe.

Il mercato delle liste marketing è strano: esistono centinaia di migliaia di liste, i prezzi applicati sono sempre diversi, i dati disponibili possono essere tanti o pochi. Resta, però, il fabbisogno di un call center che necessita ogni giorno di macinare contratti e appuntamenti. Quindi, scegliere le liste marketing per la propria attività di telemarketing e teleselling è un’operazione complicata.

Di seguito alcuni criteri utili per valutare la bontà di una lista marketing:

DBU (database unico) o Cold list?

Quando si acquista una lista marketing bisogna, per prima cosa, sapere se i nominativi provengono da un database unico di anagrafiche, raccolte da registri pubblici, o da una cold list (lista fredda) costituita da utenti che hanno dato il proprio consenso per essere destinatari di campagne pubblicitarie.

Il database unico contiene tutti i dati identificativi e i numeri di telefono di persone clienti dei gestori di telefonia nazionale che possono essere contattate per l’invio di materiale pubblicitario, ammesso che non siano iscritte al Registro delle opposizioni. Quindi, è necessario verificare preventivamente che non siano iscritte al Registro. Il vantaggio delle liste, che sono ricavate dal database unico, è il prezzo d’acquisto che è più basso.

Invece, le cold list provengono da database di utenti che hanno dato il loro consenso a ricevere campagne pubblicitarie da terze parti. Questi dati possono essere raccolti attraverso concorsi a premi, coupon, etc., perché l’utente fornisce il suo consenso a ricevere offerte commerciali anche da terze parti.

Liste marketing profilate

Segmentare al massimo delle possibilità la lista, significa rivolgersi ad un pubblico, probabilmente, interessato al prodotto o servizio che si vuole proporre. I filtri che consentono di ottenere delle liste marketing profilate sono diversi e cambiano a seconda della tipologia di utente: Consumer (persona fisica) o Business (aziende).

Consumer

Sesso – Età – Territorio – Nazionalità

Business

Territorio – Categoria merceologica – Forma giuridica – Data di costituzione – Classe dipendenti – Fascia fatturato – Fascia risultato di esercizio

Una stabiliti i filtri per la segmentazione, basta scegliere il quantitativo di dati in base alle esigenze del proprio call center per ottenere una lista marketing profilata.

Consumer

Anagrafica – Telefono fisso – Mobile – Flag protesti – Energy – Flag pregiudizievoli – Immobili

Business

Dati economici da bilancio – Immobili – Flag protesti – Flag pregiudizievoli – Energy

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